Tethys, Titanessa delle acque primordiali
Teti (in greco antico Tethys) è una figura primordiale della mitologia greca, figlia di Urano (il cielo) e Gea (la terra). Dea delle acque dolci e della fertilità dell'oceano, incarna la fonte vitale che dona e nutre la vita sulla terra e alimenta le acque sotterranee ed è nota soprattutto per la sua immensa progenie. Bürkert vede nel nome Teti una trasformazione dell'accadico tiamtu o tâmtu, "il mare", che è riconoscibile in Tiāmat, la Dea babilonese delle acque salate. Robert Graves invece interpreta come origine del nome il termine in greco antico tîtthe, che significa"prendersi cura". Secondo altri il suo nome deriverebbe dalla parola greca têthê che significa "nutrice" o "nonna".
Sposò suo fratello Oceano. Dalla loro unione nacquero ben 3.000 Oceanine (le ninfe di fonti e sorgenti) e altrettanti Potamoi (le divinità fluviali che rappresentavano tutti i fiumi del mondo) e Nefelai (le ninfe delle nuvole e della pioggia).
Thetys appartiene alla prima generazione divina, i Titani, aveva quindi undici fratelli (Uranidi) e sorelle (Titanidi). I sei fratelli erano Crono, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto e Oceano, mentre le sorelle erano Rea, Mnemosine, Febe, Teia e Temi.
Spesso Teti (Thetys) viene confusa con Tetide (in greco antico Thetis) nipote della titanessa, figlia di Nereo, moglie di Peleo e madre dell'eroe Achille.
Nella mitologia greca Tethys, a differenza di altre divinità quasi non compare, anche se ha un ruolo fondamentale nella Creazione, non partecipa alle vicende tra dèi e mortali e si tiene lontana anche dal dramma della Titanomachia. Lei plasma silenziosamente il Mondo attraverso ogni sorgente, ruscello, goccia di pioggia. Tethys rappresenta l'aspetto nutriente della natura, incarnando le caratteristiche di una madre che sostiene e si prende cura di tutti gli esseri viventi.
Nella pittura vascolare greca, Teti appare come una donna dall'aspetto ordinario, accompagnata da Ilizia, Dea del parto, e dal marito Oceano, dalla coda di pesce. Nell'arte musiva, era raffigurata con un piccolo paio di ali sulla fronte, che probabilmente simboleggiavano il suo ruolo di Madre delle nuvole di pioggia.
Oceano e Teti, mosaico greco-romano del II secolo d.C., Museo di Gaziantep
Mosaico romano di Teti (Antiochia, Turchia).
Alcuni dei pochi miti in cui si fa menzione di Teti, sono quelli relativi alla Dea Era. Questa divinità infatti, mentre era ancora una fanciulla e infuriava la guerra tra i Titani e gli Olimpi, si rifugiò all'estremo del mondo, presso Oceano e Teti e venne da loro amorevolmente allevata come una figlia adottiva. In seguito, come rileva anche il capitolo XIV dell'Iliade, Teti è presente nel mito in cui Era, per ingannare Zeus e renderlo geloso, afferma di volersene andare lontano da lui, per i suoi continui tradimenti e tornare da Oceano (l'origine degli dèi) e da Teti "la madre".
In un'altra occasione Teti aiutò Era a prendersi una rivincita sul marito Zeus, che aveva oltraggiosamente partorito Atena dalla propria testa. Teti le fornì un'alga, che una volta inghiottita, le permise di partorire Efesto per partenogenesi.
Sicuramente Teti e Oceano sembrano un gradino sopra i loro fratelli Titani; sono più coinvolti nella sostanza e nello stato fisico del mondo, più simili a esseri primordiali come Gaia, Pontus e Urano. Forse è per questo che Omero sembra suggerire che siano gli antenati di tutti gli dèi. Nell'Iliade infatti, lei e suo marito Oceano sono descritti come i genitori primordiali di tutto ciò che esiste.
Teti era forse identificata con Eurynome, un tempo Regina del Cielo e Dea Primigenia della Creazione, che nel mito Pelasgico emerge nuda dal Chaos originario, separando il mare dal cielo e danzando sulle onde genera il vento del nord, dal quale prende vita il serpente Ofione; insieme al quale regna sui Titani prima di essere detronizzata da Crono e Rea. Eurynome nella tradizione esodea diventa poi figlia di Oceano e Teti, sposa di Zeus e madre delle tre Grazie (Aglaia, Eufrosine e Talia). Sembra lo stesso fenomeno avvenuto anche con Afrodite e Dione, o Thalassa e con Demetra e Persefone, dove una Grande Madre ciclica viene scissa nella diade madre-figlia.
Probabilmente Teti era anche collegata a Protogenos Thesis (Madre primordiale della Creazione), che compare nella cosmogonia orfica come una delle prime entità a emergere all'inizio dal fango primordiale e dalle acque, insieme a Hydros. Come Dea della Creazione e dell'ordinamento della materia, è a volte equiparata a Physis (la natura) o Metis. I poeti del tardo periodo classico invece descrivevano Teti come la personificazione del mare e la identificavano con Talassa di cui ho parlato in un altro articolo.
Oggigiorno questa divinità ha ispirato diversi studiosi e scienziati, spingendoli a scegliere "Teti" come nome del satellite di Saturno e "Tetide" come nome di un vasto oceano equatoriale esistito tra 250 e 50 milioni di anni fa, che divideva il supercontinente della Pangea e successivamente il Gondwana a sud e Laurasia a nord. L'attuale Mar Mediterraneo è considerato uno dei frammenti più antichi rimasti di questo antico bacino.



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